«Deserto probatorio», dichiarazioni di collaboratori di giustizia contraddittorie, «assurdità inserite nella narrazione per tamponare falle», offesa al diritto penale moderno, provvedimenti giudiziari rispettati solo se convengono: non risparmia critiche alla sentenza della corte d’assise, che condannò a pene pesantissime gli imputati del processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, l’avvocato Tullio Padovani, legale dell’ex senatore Marcello Dell’Utri insieme a Francesco Centonze, che ieri ha concluso l’arringa difensiva al dibattimento di secondo grado in corso a Palermo.
