La mafia di Mistretta, una delle più antiche della provincia, che aveva tentato d’insinuarsi nei lavori di restauro del meraviglioso parco di sculture di Fiumara d’Arte creato dal mecenate Antonio Presti nella grande vallata di Tusa. La mafia che voleva sfregiare, per l’ennesima volta, la “Bellezza”, facendo il suo solito scandaloso business: succhiare il sangue alle imprese che lavorano. È questo lo scenario giudiziario principale dell’operazione “Concussio”, con cui nell’aprile scorso la Distrettuale antimafia di Messina e i carabinieri scoperchiarono tutto.
