Quattro giorni fa ha afferrato il megafono, è uscito dalla chiesa, e si è messo in mezzo alle bancarelle di Ballarò. Lì, davanti a tutti, alla luce del sole, padre Pietro Leta, 76 anni, rettore della Chiesa del Carmine Maggiore, che si affaccia sul mercato, ha detto apertamente, per la prima volta, che «questo è anche il mercato della droga e della morte e noi dobbiamo fare qualcosa, non possiamo più vedere i nostri ragazzi morire per strada». Lo ha fatto dopo la morte per un mix di droga e alcol di un diciottenne del quartiere in un appartamento di corso Tukory dove il giovane si trovava insieme a quattro coetanei.
