Era diventata “frizzante” l’aria in quella zona della città a metà tra il centro e la periferia. Troppo “frizzante” per gli acuti investigatori della Squadra mobile della Polizia che hanno cominciato a indagare nell’area compresa tra i quartieri di San Giorgio Extra, Ciccarello e Modena, sotto le direttive dei sostituti procuratori antimafia Stefano Musolino e Sara Amerio. L’inchiesta “Cemetery boss”, dunque, affonda la sua origine nella recrudescenza di alcuni episodi delittuosi di natura estorsiva che permettevano agli investigatori di “fotografare” la realtà criminale di quei rioni e di incrociarla con le dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia che i magistrati della Dda ritenevano molto affidabili (Enrico De Rosa, Stefano Tito Liuzzo e Federico Greve).
