U uappu, u biondino, u carrettere, lupin, u muzzuni, belloccio e scarabocchio. Tra i volti, i nomi e i soprannomi tipici dei mafiosi veri o presunti o per sentenza passata in giudicato, c’è un dato fondamentale che emerge dall’operazione “Nebrodi”. E cioé che la cosiddetta “terza mafia”, soprattutto quella dei Batanesi, aveva preso il sopravvento nell’intera provincia di Messina, approfittando del momento di grande difficoltà di Cosa nostra barcellonese e della sostanziale lontananza di quella messinese (c’è agli atti documentato un viaggio di un gruppo di tortoriciani a Messina per trattare partite di droga).
