La notizia dell’arresto del sindaco Lillo Pistone è arrivata alle prime luci dell’alba come un fulmine a ciel sereno, interrompendo la routine di un caldo e tranquillo martedì di giugno. Spadafora si è svegliata bruscamente, scoprendosi all’improvviso al centro delle cronache giudiziarie provinciali, regionali e nazionali. Un silenzio pesante si è abbattuto in paese, sintomo visibile di uno shock profondo che ha colpito le Istituzioni e i cittadini. Nelle settimane e nei giorni immediatamente precedenti all’arresto per l’ipotesi di reato di voto di scambio politico-mafioso, il sindaco di Spadafora stava portando avanti un fitto programma di interventi pubblici, intensificato con l’arrivo della bella stagione. Una narrazione istituzionale, riportata anche sui canali social, tutta improntata sui «fatti» e sulla «cura del territorio».
