Una verità processuale completamente diversa da quella finora ricostruita nelle aule giudiziarie. La storia della presunta trattativa che pezzi dello Stato avrebbero avviato coi boss per far cessare le stragi mafiose è stata totalmente riscritta dalla Corte d’Assise d’appello di Palermo che, dopo 72 ore di camera di consiglio, ha ribaltato il verdetto di primo grado, demolendo un impianto accusatorio messo su in anni di indagini e processi. Assolti dall’accusa di minaccia a Corpo politico dello Stato Mario Mori, ex generale dei carabinieri del Ros, Antonio Subranni, ex capo del Raggruppamento Speciale dell’Arma, e l’ufficiale Giuseppe De Donno. Assolto anche Marcello Dell’Utri, ex senatore azzurro accusato dello stesso reato. Condanne pesanti, invece, per i capimafia Leoluca Bagarella e Nino Cinà, che con la violenza delle bombe mafiose fecero guerra allo Stato.
