La sera dell’esecuzione Carmelo D’Amico ha raccontato che «mi trovai a passare sopra il ponte di Barcellona, direzione Palermo. Io mi trovavo a bordo della mia Fiat Uno di colore verde e vidi Stefano Genovese che si trovava a piedi e che indossava un capellino. Specifico che io ero solo in auto. Una volta incontrato Genovese gli domandai: “che cosa stai facendo, sei rimasto a pedi, hai bisogno?”. Genovese per tutta risposta, mi disse: “Vattinni subitu che staiu travagghiannu” e non aggiunse altro. Io capii – ha raccontato D’Amico – che Genovese doveva compiere un omicidio anche perché conoscevo la sua abitudine di uccidere le persone agendo in solitario».
