Dure condanne per i postini del pizzo 2.0 per la tentata estorsione effettuata “direttamente” dal carcere, una richiesta da 250mila euro, alla ditta Cosedil dell’imprenditore ed ex presidente siciliano di Confindustria Gaetano Vecchio, che sta lavorando per realizzare alcune palazzine in uno dei cantieri del Risanamento di Messina a Fondo Fucile, nella zona in cui sorgeva una delle baraccopoli della città. Imputati di questa vicenda che fece il giro d’Italia e suscitò nei giorni successivi un grande moto di vicinanza e partecipazione verso la ditta e la sua coraggiosa scelta di dire no al “pizzo”, erano tre messinesi: il 39enne Giuseppe Surace, il 33enne Salvatore Maiorana e il 24enne Giovanni Aspri. Sono stati assistiti nel procedimento dagli avvocati Salvatore Silvestro e Alessandro Trovato.
