«Io vi do la mia parola. E mi serve la vostra parola». Parlava come un boss Salvatore Orlando: era ufficialmente solo un bancario in pensione, un incensurato, in realtà lui e sua moglie Veronica Cusimano trattavano direttamente con i calabresi le partite di droga che arrivavano a Palermo. Questa è una storia davvero incredibile, che apre uno spaccato inquietante su Palermo: l’ultimo accordo con un gruppo di calabresi vicini all’Ndrangheta, i Barbaro, era stato siglato da due insospettabili, loro erano gli ambasciatori dei Fascella. Il bancario era davvero un efficiente “intermediario”, è l’accusa contestata dall’inchiesta che è stata coordinata dai sostituti Dario Scaletta ( oggi componente del Consiglio superiore della magistratura) e Vittorio Coppola.
