L’autorimessa di via Cimarosa è stata dissequestrata. La Corte d’Appello ha ribaltato il verdetto del Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione emesso lo scorso 11 marzo 2022 a carico di Antonio Tomaselli, ritenuto il capo di Cosa nostra etnea almeno fino al 2017, anno del suo arresto nel blitz Chaos. Il collegio di secondo grado, analizzando il ricorso del difensore Giorgio Antoci, ha ritenuto non vi sia «sufficiente certezza che il proposto (il boss Tomaselli) avesse un effettivo ruolo, se pure occulto, nella gestione della società e che, pertanto, la società stessa possa essere ritenuta un bene ad esso riconducibile». La Corte d’Appello – composta da Maria Paola Cosentino, Antonella Bacianini e Antongiulio Maggiore – ha evidenziato nelle sei pagine della sentenza «numerose contraddizioni insite – scrivono – nelle motivazioni del decreto» di primo grado. Nel teorema indiziario ci sarebbe da verificare anche a livello cronologico l’apporto di fondi illeciti nella società Etnea Autoservizi e C che gestisce il famoso garage vicino al “grattacielo”.
