«Mio figlio sbirro? Piuttosto l’ammazzo, lo voglio delinquente».

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Destini segnati, strade già scelte. Quelle sbagliate, imposte dai padri o percorse perché non ci sono alternative. Nelle pieghe dell’operazione “Eyphèmos” c’è anche spazio per un ragionamento che fa rabbrividire: «Mio figlio delinquente deve uscire… non deve crescere sbirro». Ne è convinto Giuseppe Speranza, tanto da litigare con l’anziana nonna della moglie che aveva appena espresso ammirazione per i Carabinieri, «avendo fra l’altro – appuntano gli inquirenti che intercettano la conversazione – dei nipoti arruolati».