Quando, in un retroscena pubblicato il 4 giugno 2016, La Sicilia svelò le trame di Antonello Montante su Fontanarossa, dall’ufficio stampa dell’allora Confindustria Sicilia arrivò una garbatissima telefonata di smentita: il presidente, peraltro già indagato per mafia, «non si occupa di nomine alla Sac». Ma le carte della seconda tranche dell’inchiesta di Caltanissetta sull’ex paladino antimafia raccontano un’altra storia. E cioè che non solo Montante, ancora potentissimo nell’era del governo di Rosario Crocetta, briga eccome per scegliere chi comanderà all’aeroporto di Catania. E anzi: in un doppio (anzi: triplo) gioco, prova a mettere il cappello su ogni aspirante, anche rinnegando rapporti consolidati con i suoi sodali.
