’Ndrangheta 2.0 non usa la lupara ma è più pericolosa.

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Il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, nei suoi anni di permanenza a Reggio Calabria, ha conosciuto la ’ndrangheta in ogni sua sfaccettatura. Non è sorpreso, dunque, di vedere un filo comune nell’inchiesta della Dda di Firenze e in quella della Dda di Reggio Calabria. Il fil rouge che unisce le due inchieste è quello di una ’ndrangheta imprenditrice che sfrutta «un sistema economico, complice e consapevole, che trae dei propri utili.