Che ci fosse un sindaco o una triade prefettizia a governare, erano clan o logge a decidere sull’assegnazione degli appalti pubblici a Reggio Calabria, futura città metropolitana per anni mutilata del suo dipartimento Lavori pubblici. A darlo in pasto a massoneria e ‘ndrangheta, per la Dda di Reggio Calabria, è stato Marcello Cammera, dal 2001 pilastro del¬la burocrazia comunale, ieri fermato dai carabinieri per concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione e truffa.
