«Nel nome di Iacolino»: le relazioni pericolose con l’ombra massonica

A un certo punto il boss favarese Carmelo Vetro svolge un’indagine interna per scoprire se uno dei manager della sanità che gli era stato segnalato dal dirigente Salvatore Iacolino potesse essere un “fratello massone”. Per Vetro ci sarebbe stato un duplice binario, uno delle logge e uno delle raccomandazioni politiche, che avrebbe potuto accelerare i suoi obiettivi. Leciti o meno in questo caso è ancora presto per dirlo. Saranno le indagini della procura di Palermo ancora aperte a definire la tipologia delle relazioni pericolose “appaltate” da Iacolino. La vicenda che si intreccia con i compassi e i grembiulini massonici è quella dell’oramai famoso accreditamento sanitario dell’Arcobaleno riferibile a Giovanni Aveni, l’imprenditore di Barcellona Pozzo di Gotto che attende di conoscere il suo destino giudiziario. In una prima fase si prova a coinvolgere direttamente il Dg dell’Asp di Messina nella risoluzione dell’iter, ma dopo una serie di tentativi non andati proprio come sperato, Vetro tornava a bussare (anzi a telefonare) all’ex manager regionale Iacolino.