Come a fine anni Ottanta. Trentotto commercianti di Brancaccio e Ciaculli negano di aver pagato il pizzo, la procura di Palermo si appresta a chiedere un processo per loro. Pesante l’accusa contestata nell’avviso di conclusione dell’indagine firmato nei giorni scorsi dai pubblici ministeri Bruno Brucoli e Francesca Mazzocco: favoreggiamento. Una brutta storia, questa. Come se a Palermo il tempo fosse rimasto agli anni più bui dello strapotere mafioso. Eppure, tanti padrini di Brancaccio e di Ciaculli sono stati arrestati in questi ultimi anni da polizia e carabinieri. Perché dunque tanto timore da parte dei commercianti? Hanno continuato a negare il pizzo anche quando sono stati convocati alla squadra mobile e alla caserma Carini. Come accadde nel 1989, dopo la scoperta del libro mastro del pizzo trovato nel covo della famiglia Madonia, in via Mariano D’Amelio.
