È arrivato al giro di boa il processo abbreviato a carico del collaboratore di giustizia, Maurizio Avola, accusato di calunnia aggravata. La procura di Caltanissetta ha chiesto al gup David Santucci di condannare l’ex killer catanese di Cosa Nostra a otto anni di reclusione. Pena già “scontata” di un terzo per il rito alternativo. Il collaboratore di giustizia Maurizio Avola è finito sotto accusa per il reato di calunnia nei confronti di alcuni dei vertici del clan Santapaola-Ercolano di Catania. Il pentito, alcuni anni fa, si è autoaccusato di aver partecipato alla strage di via D’Amelio e ha accusato Aldo Ercolano, Marcello D’Agata ed Eugenio Galea (che si sono costituiti parte civile) per le bombe che hanno ucciso il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta il 19 luglio 1992.
