Ventitrè persone arrestate, beni per oltre cinquanta milioni di euro sottoposti a sequestro, ma soprattutto uno squarcio sul velo che copre i rapporti perversi fra mafia, politica ed imprenditoria. A tal proposito il generale Mario Parente, comandante nazionale del Ros, è stato più che eloquente: «Siamo stati in questi giorni a Palermo, siamo stati anche a Messina, ma questa di Catania è certamente una delle attività più qualificate dell’ultimo periodo».
