«Pizzo poco conveniente, meglio le truffe».

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C’erano i gruppi mafiosi dei Batanesi e dei Bontempo Scavo, che vivevano in “pacifica convivenza” gestendo un vasto territorio da Rocca di Caprileone a Finale di Pollina, da Capo d’Orlando a Patti. Oltre alle estorsioni e alla droga, canali storici di guadagno, «facevano le truffe all’Agea». Ecco la chiusura del cerchio con le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia della recente operazione “Nebrodi” sulle truffe all’UE. Dopo aver pubblicato nei giorni scorsi i verbali di Carmelo Barbagiovanni “muzzuni”, oggi ci occupiamo delle dichiarazioni di Salvatore Costanzo Zammataro e Giuseppe Marino Gammazza “scarapocchio”, che completano il quadro probatorio raccontando quello che hanno vissuto in prima persona in tanti anni di appartenenze alle associazioni.