Quando nel 2017 gli ex pentiti ultracinquantenni di “peso” sono rientrati in città liberi e puliti, e hanno ricominciato con gli “affari” allargandosi parecchio, Messina ha rischiato una nuova guerra di mafia soprattutto perché il boss di Provinciale Giovanni Lo Duca non sopportava affatto la loro “espansione”. E il pericolo è stato molto concreto, tanto che il nuovo gruppo di Giostra Barbera-Galletta-Bonaffini-Pietropaolo ha chiesto d’essere rifornito d’armi da colui il quale in quel momento storico era diventato il “re” dello spaccio a Messina, ovvero Angelo Arrigo, e aveva parecchi “piccioli” da investire. Aprono una luce nuova e chiara i verbali del neo pentito Vincenzo Barbera ancora pieni zeppi di omissis, fratello di Gaetano, e conoscitore degli ultimi anni di mafia in città non per sentito dire ma come testimone diretto.
