Un tribunale, pochi magistrati e il rischio di vedere andare in fumo un intero procedimento è dietro l’angolo. La giustizia però utilizza i codici e poco importa se il presidente del tribunale di Caltanissetta rigetta la comunicazione di incompatibilità del giudice. Ruota attorno a questi fattori la decisione della Corte d’appello di Caltanissetta che ha dichiarato nulla la sentenza di primo grado per 35 imputati nel procedimento scaturito dall’inchiesta antimafia “Ianus”, sui presunti traffici di stupefacenti riconducibili alle famiglie Emmanuello e Rinzivillo di Cosa nostra di Gela, in provincia di Caltanissetta. Gli atti sono stati rimessi al giudice dell’udienza preliminare.
