«“Scarface” faceva da raccordo con il clan Mazzei e i catanesi»

Il clan Mazzei di Catania ha messo radici nel Nord Italia già da tempi non sospetti. La “certificazione” è arrivata anche da sentenze della magistratura di Torino e Milano. Verdetti che sono finiti nelle carte del processo abbreviato Hydra che ha portato alla condanna di alcuni dei boss che hanno composto il consorzio delle mafie in Lombardia. Nella federazione criminale c’era anche la compagine catanese di Cosa Nostra, rappresentata proprio dai “carcagnusi”. Lo mette nero su bianco anche il gup di Milano che ha depositato le motivazioni del processo sulla mafia a tre teste conclusasi con la condanna degli imputati. E fra questi c’era William Cerbo “Scarface”, che da meno di un anno collabora con la giustizia. Il pentito Cerbo è stato condannato a 5 anni. Oltre allo “Scarface” catanese, avrebbe fatto parte della Supercupola anche Gaetano Cantarella – Tanu ‘u curtu – ingoiato dalla lupara bianca sei anni fa. «Dopo la scomparsa di Cantarella – si legge nelle motivazioni del gup – le indagini hanno dimostrato il permanere di un collegamento stretto con la “famiglia” Mazzei tramite Cerbo.