È arrivata la stangata per i presunti affiliati al clan Arabia di matrice di cutrese ma attivo in Emilia. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Bologna, Sandro Pecorella, accogliendo quasi totalmente le richieste avanzate dalla pm Beatrice Ronchi, lo scorso marzo, ha comminato 13 condanne nei confronti di altrettanti imputati coinvolti nel processo di rito abbreviato scaturito dall’inchiesta “Ten” della Direzione distrettuale antimafia di Bologna. La pena più elevata – 17 anni di carcere – è stata inflitta al presunto capo della ‘ndrina: il 60enne Giuseppe Arabia, detto “Pino u’ nigru”, nipote di Antonio Dragone, il boss di Cutro assassinato nel 2004 per volere del capoclan ergastolano Nicolino Grande Aracri. Ma il Gup ha usato il “pugno duro” anche per il 36enne Giuseppe Arabia (per lui 12 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione); per il 40enne Nicola Arabia condannato a 12 anni, 2 mesi e 20 giorni; e per Salvatore Spagnolo al quale sono stati inflitti 13 anni, 10 mesi e 20 giorni.
