«Le stesse menti raffinatissime che avevano sostenuto la coabitazione tra il potere criminale e le istituzioni, avviando la trattativa, consentono a Riina di dire che lo Stato si è fatto sotto. Ma questo induce ulteriore violenza. Poi una volta arrestati Riina e i fratelli Graviano (le stesse menti raffinatissime, ndr ) garantiscono una latitanza protetta per lo “zio”, Bernardo Provenzano. Nel frattempo nasce Forza Italia. Ma i fatti rimasti accertati non possono essere nascosti e taciuti: le verità, anche scomode, devono essere raccontate». È la tesi esposta dal sostituto procuratore generale Giuseppe Fici, in conclusione della requisitoria al processo di appello Stato-mafia.
