Stato-mafia, imbarazzanti vuoti di memoria.

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Nelle 5000 pagine delle motivazioni della sentenza ci sono passaggi imbarazzanti per autorevoli testimoni del processo Stato-mafia. Liliana Ferraro, che prese il posto di Giovanni Falcone come direttore generale degli Affari penali del ministero della Giustizia e con cui aveva un rapporto storico, ha reso una «deposizione sorprendente» con «eclatanti dimenticanze». Lo scrive la Corte d’assise di Palermo. Ferraro avrebbe saputo dei contatti per la presunta trattativa tra i carabinieri del Ros e Vito Ciancimino ma non ne avrebbe parlato per 20 anni e quando lo ha fatto la sua ricostruzione è stata «poco credibile».