Il presidente della corte d’assise d’appello Angelo Pellino scandisce: «In parziale riforma della sentenza emessa dalla corte d’assise di Palermo il 20 aprile 2018 assolve». Prima, cita i nomi degli ex ufficiali del Ros dei carabinieri: «Giuseppe De Donno, Mario Mori e Antonio Subranni». Assolti perché il «fatto non costituisce reato». Poi, cita l’ex senatore Marcello Dell’Utri: anche lui assolto, «per non avere commesso il fatto». In mezzo, ci sono i mafiosi, che vengono invece condannati. Leoluca Bagarella, il cognato del capo dei capi Salvatore Riina: 27 anni, un anno in meno rispetto al primo grado. Antonino Cinà, il medico personale del padrino di Corleone: con-fermata la condanna a 12 anni. Cala un silenzio pesante nell’aula bunker del carcere di Pagliarelli. I sostituti procuratori generali, ma anche gli avvocati difensori sono immobili. In 50 secondi, due giudici togati e sei giudici popolari hanno cancellato e riscritto tredici anni di in¬chieste e udienze.
