Terremoto politico a Spadafora. Il sindaco Pistone ai domiciliari

C’è una macchia, adesso, su quell’elezione a capo dell’Amministrazione di Spadafora. Sospetti e accuse contenute in una denuncia presentata nel periodo delle Amministrative del 2024, quando Lillo Pistone, 65 anni, trionfò con oltre 400 voti di distacco sui due avversari l’ex sindaca Tania Venuto e Pinuccio Nomefermo: 1293 preferenze contro 870 e 833. Una vittoria schiacciante seguita da due anni alla guida del Palazzo municipale e ora dalla tegola giudiziaria degli arresti domiciliari, in virtù di contestazioni pesanti, «scambio elettorale politico-mafioso» e «corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso». È questo l’esito di una attività investigativa condotta dalla Direzione distrettuale antimafia, guidata dal procuratore di Messina Antonio D’Amato, sfociata in analoga misura di custodia cautelare nei confronti di due fratelli, Angelo e Benedetto Bonaffini, rispettivamente di 75 e 71 anni, ritenuti dagli inquirenti contigui ai “Barcellonesi”.