Traffico di cocaina e marijuana. Colpo agli affari del clan Maiolo

Un giro di affari da milioni di euro che aveva la sua mente tra le montagne del vibonese ma capace di muovere centinaia di chili di stupefacenti in mezza Italia dal Piemonte al Lazio, dall’Abruzzo alla Puglia. E’ quanto emerso dall’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Dea di Catanzaro, che ha portato a 15 misure cautelari nei confronti di appartenenti alla ‘ndrina Maiolo di Acquaro. Per 12 indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, si tratta di Francesco Carè di Vibo, Domenico Fortuna di Vibo, Domenico Fusca di Vibo, Angelo Maiolo di Vibo ma residente nel pescarese, Carlo Maiolo residente in provincia di Pescara, Francesco Maiolo di Vibo, Giovanni Maiolo di Soriano ma residente nel pescarese, Dritan Mici albanese residente in Abruzzo, Nicola Antonio Papaleo di Rosarno, Stefano Terremoto di Torino e Ciro Trezzi residente in provincia di Pescara. Gli arresti domiciliai sono stati invece disposti per Pietro Parisi di Siderno. Obbligo di dimore, infine, per Gianni Bello di Calestano e Francesco Zoccoli di Locri. Nel corso delle operazioni di perquisizione sono state utilizzate anche unità cinofile, sia antidroga che cash dog, che hanno consentito il ritrovamento a casa di due indagati di 8mila e 11mila euro in contanti.