Un’organizzazione con finalità mirate.

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Le ricostruzioni investigative assieme agli esiti delle intercettazioni hanno consentito di confermare, secondo il Gip Daniela Urbani, la sussistenza di «gravi indizi di colpevolezza» in capo a Stello Margareci quale «promotore e organizzatore dell’associazione che nel mese di giugno 2015 in diverse occasioni» avrebbe promosso corse clandestine tra cavalli tali da «mettere in pericolo l’integrità fisica dei cavalli medesimi», su «piste non delimitate e prive di sponde e paratie, su strada asfaltata in assenza di presidio medico e di un servizio veterinario, come emergerebbe anche da videoproduzione e pubblicazioni di immagini delle competizioni.