Accusato di usura «No, opere di bene».

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Usura? Quando mai. Solo opere di bene, prestiti concessi ad un amico in difficoltà che a causa del vizio del gioco aveva continuo bisogno di denaro. Questa l’autodifesa di Agostino Rio, l’ex impiegato della biblioteca comunale di Termini Imerese, accusato di usura. Rio è sotto processo davanti al tribunale di Termini, presidente Vittorio Alcamo, assieme al cugino Nicola Bordino, entrambi difesi dall’avvocato Salvatore Sansone. Secondo l’accusa, Rio ha prestato soldi con tassi di interessi stellari ad un macellaio suo conoscente che a fronte di un debito di poco meno di 7 mila euro, sarebbe stato costretto a pagare oltre 100 mila euro.