Nelle intercettazioni continuano a chiamarlo la «testa dell’acqua». Ma sembra più un fantasma, perché nelle migliaia di cimici disseminate per la Sicilia non ha fatto mai capolino la sua voce. Per lui c’è sempre qualche fedele ambasciatore che parla, ordina e dispone. «Dice lo zio», è la frase più ricorrente. È l’eco del potere mafioso che torna. «Basta questo, e tutti obbediscono», dice Teresa Principato, il procuratore che continua a fare terra bruciata attorno al capomafia imprendibile ormai da 21 anni.
