Il covo di Totò Riina non l’hanno mai perquisito «per non far trovare carte che avrebbero fatto crollare l’Italia». E la cattura del capo dei capi è stata voluta da Bernardo Provenzano dentro quella trattativa che, fra le uccisioni di Falcone e di Borsellino, la mafia portò avanti con servizi segreti e ufficiali dei reparti speciali dei carabinieri. É la «cantata» di Massimo Ciancimino, quinto e ultimo figlio dell’ex sindaco di Palermo, sui misteri siciliani.
