Il processo, celebrato col rito abbreviato (dunque con gli sconti di pena di un terzo), riguardava reati di mafia, estorsioni e droga e in secondo grado si è tenuto davanti alla terza sezione della Corte d’appello, presieduta da Raimondo Loforti, consigliere relatore Mario Conte. Un giudizio che è andato avanti a tappe forzate e che si è concluso nel giro di pochi mesi. La sentenza impugnata era del Gup Roberto Riggio, che l’aveva pronunciata il 18 marzo dell’anno scorso, infliggendo circa due secoli di carcere, adesso ridotti di una ventina d’anni.
