Ci fu la trattativa, fra lo Stato e la mafia?, chiede l’avvocato Giovanni Anania, legale di Totò Riina. «La risposta è affermativa — dice lapidario Nino Giuffrè, il pentito soprannominato Manuzza —. Con quale risultato però non so dirlo». E perché la scelta della mafia di appoggiare Forza Italia, nel ’94?, chiedono altri difensori. «Eravamo saltati sul carretto del vincitore. Perché avevamo avuto garanzie precise».
