La sua attività di facciata era un’agenzia di onoranze funebri ma Francesco Alamia, 28 anni, sarebbe stato, in realtà, un imprenditore che applicava il suo senso degli affari anche alla droga. E da buon addetto alle pompe funebri a volte la sotterrava. Ai suoi contatti ripeteva: «A Carini dove puoi andare? Solo da me… gli altri sono più cari». Nell’operazione Africo eseguita martedì dal Gico della guardia di finanza e coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Bruno Bucoli e Alfredo Gagliardi (nove gli arrestati e altri 17 indagati a piede libero), Alamia viene indicato come l’elemento «centrale intorno al quale si sono sviluppate le indagini».
