Il pizzo ai panifici e al mercato. «Punivamo subito chi non pagava».

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Le mani di Cosa nostra sul mercato ortofrutticolo, i danneggiamenti per le estorsioni e i business con le forniture di farina ai panifici: dai due verbali che Giovanni Ferrante ha riempito con le sue dichiarazioni il 20 agosto ed il 2 settembre (depositati al processo Mani in pasta, che si tiene in abbreviato davanti al Gup Simone Alecci) arrivano molte conferme e qualche distinguo rispetto alle versioni che il cugino – boss mafioso dell’Acquasanta e pure lui aspirante collaboratore di giustizia – Gaetano Fontana aveva già reso di recente.