La condanna più pesante (11 anni, 4 mesi e 20 giorni) è per Giovanni Musso, il capomafia che a metà dello scorso decennio aveva preso in mano le redini della Noce, imponendo il pizzo a imprenditori e commercianti. Al processo davanti alla terza sezione penale della corte d’appello (presidente Antonio Napoli, a latere Fabrizio Anfuso e Gaetano Scaduti) sono arrivati sconti legati al mancato riconoscimento di alcune aggravanti di mafia ma ha retto l’accusa nei confronti di dieci fra boss e picciotti che erano stati giudicati colpevoli in primo grado e che erano rimasti coinvolti nell’operazione Settimo Quartiere messa a segno il 22 maggio 2018 dalla Squadra mobile.
