Il pizzo incassato attraverso l’imposizione di «guardianie» ai lidi della Playa come nei campi della Piana di Catania. E le truffe milionarie ai danni dell’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura. Così facevano affari i « Carateddi, potente famiglia collegata al clan dei Cappello, contraltare dei Santapaola in terra d’Etna. A gestire tanto business, però, non era più il solo Orazio Privitera, capocosca detenuto in regime di «41 bis» e ripetutamente condannato per mafia e omicidi. Al vertice dell’organizzazione s’erano saldamente insediati Agata Balsamo.
