«La mafia temeva Falcone e Borsellino perché hanno dimostrato che non è imbattibile». Un lungo applauso saluta il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Foro Italico di Palermo, cuore delle cerimonie istituzionali per le vittime delle stragi del ‘92. Quella del 23 maggio, a Capaci, che ha ucciso Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, gli uomini della scorta, Vito Schifani Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. E quella di via d’Amelio, 57 giorni dopo ma forse già prevista, costata la vita a Paolo Borsellino e agli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, WEddie Cosina e Claudio Traina.
