La grande «mattanza» fece mille morti di cui 300 lupare bianche. Venne chiamata la seconda guerra di mafia. Erano gli anni ’80, gli anni in cui la mafia dei «viddani» corleonesi di Totò Riina conquistò Palermo col sangue. Caddero tutti i nemici: da Stefano Bontade a Totuccio, Pietro e Antonio Inzerillo.
Di pari passo con la scalata al potere mafioso, Riina lanciò la sua sfida allo Stato e agli uomini delle istituzioni che rappresentavano una minaccia per Cosa nostra. I superstiti del clan Inzerillo, che avevano nel quartiere di Passo di Rigano la loro storica roccaforte, furono messi al bando dalla Commissione provinciale di Cosa Nostra e cercarono scampo negli Stati Uniti, sotto l’ala protettiva dei mafiosi Gambino.
