Uno, il teste dell’accusa Alfonso Sabella, sostiene che il generale era affidabile, ma che il Ros dei carabinieri, comandato dallo stesso Mario Mori, era tutt’altro che trasparente. In un contesto di presunti patti, trattative e favori resi a Cosa nostra. L’altro, il teste della difesa, Sergio De Caprio, l’ex capita no Ultimo che cattura Totò Riina, respinge i sospetti sul suo reparto e bolla come false le dichiarazioni di Massimo Ciancimino
