L’ultima intimidazione è stata al cantiere per il rifacimento di un palazzo di via Roma, nel febbraio scorso. Gli hanno fatto sparire tutta l’attrezzatura. «E anche stavolta ho denunciato – dice Arnaldo Maria Giambertone, imprenditore edile – perché questa gente deve andare a lavo¬rare. Basta con l’omertà». Da quando ha denunciato la mafia, tutti gli hanno voltato le spalle. Le grosse commesse sono diminuite giorno dopo giorno. «Mi sono ridotto a dover vendere tutto per i debiti ma non faccio un solo passo indietro. Basta subire intimidazioni e minacce. Ho paura, certo. Con la paura convivo ma non mi fermo. Ho mandato via i miei figli, ho trasformato la mia casa in un bunker ma continuerò sempre a denunciare».
