Beni per più di 200 milioni di euro sono stati confiscati dalla Direzione investigativa antimafia di Palermo agli eredi dell’imprenditore Vincenzo Rappa, deceduto nel 2009 per cause naturali all’età di 87 anni. Secondo l’impianto accusatorio, Rappa «pur non essendo organico a Cosa nostra le avrebbe fornito un contributo concreto, specifico e volontario che permetteva di consolidare l’apparato strutturale dell’associazione criminale».
