Va in detenzione domiciliare per motivi di salute e anche per il pericolo di contagio del Coronavirus un mafioso di rango come Franco Bonura, boss – con Nino Cinà – della triade che Nino Rotolo voleva contrapporre al triumvirato di cui faceva parte lui stesso, con Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. E torna a casa, non per motivi di salute ma soprattutto per il trattamento inumano e degradante subito in carcere, che gli ha accorciato la pena di due anni e 10 mesi, pure il mafioso di Monreale Santo Porpora. Due storie diverse ma che poggiano sulle estreme difficoltà in cui versa la giustizia, non solo nell’era del Covid-19.
