Il concorso esterno non c’è, «nessun beneficio né vantaggio per Cosa Nostra» è legato al comportamento di Pietro Bordonaro e Eugenio Avellino, nonostante avessero intrattenuto rapporti imprenditoriali con un boss che in questi giorni è tornato alla ribalta delle cronache per la sua scarcerazione in tempi di Coronavirus: Franco Bonura. Nelle motivazioni della sentenza c’è la spiegazione dell’assoluzione decisa il 12 febbraio in secondo grado, dopo la condanna dei due imputati in Tribunale.
