Sua figlia era stata chiara: basta con la droga, adesso goditi la pensione. Ma invece di ascoltare il consiglio e farsi da parte, alla soglia dei 70 anni Salvatore Totò Lo Biundo, detto il Mandarino, aveva deciso di mettere in piedi un’azienda capace di rifornire di cocaina almeno una decina di comuni a cavallo tra Palermo e Trapani. Con una fitta rete di venditori in cui aveva coinvolto anche amici, amanti e perfino clienti. Con almeno 270 cessioni accertate e un traffico di 180 mila telefonate registrate in appena un anno (da gennaio a dicembre 2019) di cui la metà – ha accertato la polizia – legate proprio a traffici di droga. E con una spregiudicatezza e una «malvagità dell’indole», come ha sottolineato il gip WTurturici nell’ordinanza di custodia cautelare, che lo portava a spacciare perfino davanti alla nipotina di 9 anni, costretta ad assistere alle cessioni e coinvolta anche per nascondere gli incassi.
