Di alcuni conoscevano nomi e ruoli, di altri solo un soprannome o un dettaglio, anche fisico, che serviva però a individuarli o per chiedere indicazioni alle vedette. Con qualche pusher i clienti erano andati anche oltre, agganciandoli sui social network e scambiando messaggi su Facebook. Contatti ingenui, informazioni apparentemente irrilevanti che alla fine, però, si sono rivelate fondamentali per gli agenti del commissariato Brancaccio. Sono infatti una dozzina i clienti chiamati a riconoscere i loro spacciatori e tutti, nessuno escluso, hanno collaborato pienamente e non hanno esitato un attimo davanti alle foto.
