L’uomo che si pentì due volte sa molte cose sulle stragi, alle quali ha pure dato un proprio contributo operativo, e sui nuovi assetti di Cosa nostra. Ma per ora Fabio Tranchina, fermato per l’attentato di via D’Amelio, non parla. Subisce, pensano i magistrati di Palermo e di Caltanissetta, il pesante condizionamento della moglie Giovanna Lupo e della famiglia che ha sempre avuto un posto di rilievo nell’organigramma della cosca di Brancaccio.
