Racket, commerciante in aula: «I soldi pagati? Una mediazione».

Operazione "Perseo"

Ammette di avere pagato la “sensalia”, 25 mila euro per un’attività che però lui definisce «più che lecita». E poi nega. Nega le estorsioni. Nega di avere mai pagato a chicchessia. Nega di sapere di avere a che fare con mafiosi. Nega di conoscere l’imputato Vincenzo Di Maria, che è seduto dall’altra parte dell’aula. Interrogato al processo Perseo dal procuratore generale Daniela Giglio e dal presidente della prima sezione della Corte d’appello, Giancarlo Trizzino, Carmelo Lucchese smentisce Onofrio Prestigiacomo.